27 ottobre 2016

I benefici della meditazione


«Un beneficio fondamentale di cui fa esperienza chi pratica la meditazione è il miglioramento immediato delle condizioni della vita quotidiana. La pratica meditativa porta a sviluppare una mente più calma, più tranquilla, più a suo agio, ed essendo la mente più rilassata gli eventi che solitamente ci disturbano sembrano assumere meno importanza, e smettiamo di prenderli così sul serio. Allo stesso modo, attraverso la meditazione la mente impara per gradi a essere indipendente dalle condizioni e circostanze esterne; questa mente su cui le condizioni esteriori non hanno effetto riesce pertanto a scoprire la sua stessa stabilità e tranquillità. Una mente stabile, che non viene disturbata, porta a sperimentare meno sofferenza nelle nostre vite.»
 
 
XIV Kunzig Shamar Rinpoche Mipham Chokyi Lodro (1952-2014)
Tratto da Boundless Awakening: The Heart of Buddhist Meditation
Tradotto da C.R.

19 ottobre 2016

La forza delle emozioni

 
«Questi sentimenti – la confusione, l'attaccamento, la rabbia e l'orgoglio, l'invidia, l'avidità e la gelosia, che notoriamente ci mettono in situazioni penose e imbarazzanti – nel Buddhismo vengono definiti emozioni di disturbo. Sono correlati all'ego e si manifestano sempre a partire da uno stato di angustia e inferiorità. Per abbandonare definitivamente questa specie di asilo infantile è utile accumulare nella nostra coscienza deposito un prezioso tesoro fatto di impressioni e azioni positive che ci permetta di non aver più bisogno di niente e di nessuno. A quel punto potremo gioire se arriva ciò che desideriamo oppure distogliere l'attenzione se non compare nulla. Le emozioni di disturbo producono sia degli effetti in genere drammatici sia un tipo di calore che non è certo della migliore qualità: scalda come la fiammata di una manciata di banconote buttata nella stufa, non certo come il tepore della legna da ardere. E magari ci bruciamo pure le mani pur di riprenderci le banconote dal camino! Le emozioni di disturbo sono molto costose e poco piacevoli, pertanto la prima cosa da fare è riconoscerle per quel che sono.»
 
 
Lama Ole Nydahl
Tratto da Il Buddha e l'Amore
Immagine: Teste di carattere dello scultore tedesco Franz Xaver Messerschmidt (1736- 1783)
C.R.

15 ottobre 2016

Devozione

 
«La devozione ha molte facce e, seppur tanto utile in presenza di un insegnante responsabile, può portare a risultati molto diversi. Senza dubbio Khomeini, Pol Pot, Hitler, Stalin e Mao procurarono sofferenza senza fine. Furono capaci di distruggere così tante vite e una tale enorme quantità di felicità solo perché gente ignorante ebbe fiducia in loro. D’altro canto la devozione verso i buoni esempi aiuta davvero tante persone; le istruzioni date dal Buddha ci portano al di là di ogni dualismo ed è per questo che molti esseri hanno raggiunto la liberazione e l’illuminazione nel corso dei secoli, e un numero infinito di persone è stato in grado di condurre una vita più significativa e consapevole grazie a lui.
In un’epoca moderna fatta di attentatori suicidi capire il potere enorme che caratterizza questa emozione è più importante che mai. La causa della devozione è l’identificazione; se incontriamo qualcosa che corrisponde alla nostra propria natura, è inevitabile, ne veniamo toccati: dopotutto è la nostra stessa faccia che vediamo! L’effetto della devozione dipende da cosa smuove la persona devota. Per esempio chi rappresenta degli insegnamenti orientati verso l’essere umano aiuta gli altri in modo consapevole a evolversi per il beneficio di tutti. Chiunque nutra fiducia in quello spazio che diventa accessibile grazie all’impavidità del maestro, e usi la sua ricchezza di esperienza e metodi ha un accesso veloce all’illuminazione - la storia ce lo insegna.»
 
 
Lama Ole Nydahl
Tratto da The Way Things Are
Tradotto da M.S.


12 ottobre 2016

Messaggio di Jigme Rinpoche sulle sue condizioni di salute

 
Condividiamo dalla pagina Facebook di Jigme Rinpoche un aggiornamento sul suo stato di salute, rinnovando l'invito a fare auspici e a recitare la preghiera per la lunga vita composta da Sua Santità il XVII Karmapa Trinley Thaye Dorje.
 
 
So che molti di voi sono preoccupati per le mie condizioni di salute e che molti stanno dicendo tante cose diverse a tal proposito, quindi ecco la mia situazione attuale: dopo numerosi esami abbiamo dovuto scegliere la terapia appropriata per i miei problemi dermatologici, anche se non sappiamo ancora da cosa siano causati. Ho appena iniziato una cura a base di iniezioni che durerà sei mesi e a metà dicembre, a metà del trattamento, verrò sottoposto a una visita di controllo per verificare se potrò tornare a occuparmi delle mie attività. Questa terapia è piuttosto gravosa e avrà alcune ripercussioni sul mio sistema immunitario. É per questo motivo che rimarrò in Dordogna per la durata del trattamento, e dato che il mio sistema immunitario verrà indebolito eviterò di stare troppo a contatto con altre persone.
 
 
Per la preghiera di S.S. il XVII Karmapa Trinley Thaye Dorje per la lunga vita di Jigme Rinpoche rimandiamo al nostro precedente post.
 
Tradotto da C.R.

6 ottobre 2016

L'osso del cuore

 
«In tibetano "perseveranza" si dice innanzitutto snying rus, che letteralmente suona "osso (rus) del cuore (snying)", o anche "osso nel cuore". Il termine rus traduce sia "osso / ossa", sia "famiglia" intesa come discendenza: rus indica dunque ciò che dura più a lungo, la parte del corpo più solida che permane dopo la morte, oppure il legame di sangue che attraversa molte vite. L'espressione tibetana "osso del cuore", inoltre, rinvia ad analoghe espressioni della lingua italiana che ruotano intorno al termine "osso" e che rimandano all'esperienza di un passato, remoto e intimo ("fino all'osso"), oppure anche qui all'esperienza della perseveranza ("osso duro", "farsi le ossa", "fare l'osso). [...]
E sarà tenendo ben fermo l'osso del cuore che Milarepa andrà al di là dell'infelicità del mondo.»
 
 
Carla Gianotti
Tratto da Milarepa - Il Grande Sigillo. La conoscenza originaria di Mahāmudrā
Immagine: Robert Beer - Milarepa
C.R. 
 

1 ottobre 2016

Messaggio di Sua Santità il XVII Karmapa Trinley Thaye Dorje per il compleanno di Gandhi (02/10/16)

 
Non violenza, pace, compassione - sono tutte espressioni differenti di eccellenza, quello che ognuno di noi desidera realizzare.
Tuttavia, è difficile definire con precisione cosa siano davvero queste espressioni o qualità, e se le guardiamo da un punto di vista materialistico diventa quasi impossibile conseguirle.

Chiaramente, grazie alla nostra consapevolezza e alle nostre qualità innate abbiamo comunque l'idea di voler realizzare la non violenza, di voler realizzare la pace, di voler realizzare la compassione. Il motivo per cui diventa arduo determinarle con esattezza potrebbe essere legato alle emozioni disturbanti, a una causalità sfavorevole che spinge la ricerca di questa eccellenza in modo estremo.
 
Come conseguenza perdiamo di vista il fatto che questa perfezione è incredibilmente semplice, ed è solo con pazienza, con grande pazienza, grande premura e grande riguardo verso gli altri che riusciamo a coltivare questa semplicità.
 
Dobbiamo ricordare i grandiosi esseri che si manifestano nel corso delle nostre vite e della nostra era, e che mostrano questa eccellenza. Oggi, pertanto, richiamiamo alla mente la vita di Mahatma Gandhi-ji, il suo straordinario esempio di semplicità, l'approccio con cui ha condotto la sua esistenza e con cui ha guidato gli altri nel suo cammino di non violenza.
 
Non importa a quale cultura, religione o società apparteniamo: la pazienza è la pazienza, la premura è la premura - si tratta di qualcosa  che va oltre tutti i limiti sociali legati a cultura, mentalità o religione.
 
C'è qualcosa che possiamo imparare da Gandhi-ji: essere pazienti e coraggiosi; vivere la vita nel momento presente; prendersi sulle spalle grandissime responsabilità e allo stesso tempo accettare la fragilità di questa esistenza, perché alla fine delle nostre vite dobbiamo separarci da tutto quello che abbiamo fatto, e ciononostante dobbiamo avere pazienza per non farci abbattere.
 
Gandhi-ji ha fatto tutto questo conducendo una vita molto semplice, e assumendo nel contempo un'enorme responsabilità. Ha insegnato lezioni grandiose, e dobbiamo trovare il modo per imparare da esse. Molti di noi hanno una vita più confortevole di quella vissuta da Gandhi-ji, e quindi abbiamo di fatto un'ottima opportunità per conseguire quello che lui ha realizzato nell'arco della sua esistenza.
 
Mentre portiamo a termine tutte le nostre attività, dobbiamo accettare il fatto che la vita è mutevole, che la vita è fragile. Dobbiamo accettare le condizioni e adempiere alle nostre responsabilità, non facendo troppa pressione su noi stessi ma accogliendo questi semplici fatti, e impegnandoci quindi a vivere momento per momento. 
 
Commemoro Gandhi-ji con la nazione dell'India e con tutte le persone nel mondo, perché ho un'immensa riconoscenza per il suo esempio.
 
 
Tradotto da C.R.