28 dicembre 2012

‘Auspico con forza che le autoimmolazioni cessino presto’. Intervista con S.S. il XVII Karmapa Trinley Thaye Dorje

New Delhi, 11 dicembre 2012
 
Il numero totale di morti dovute alle autoimmolazioni per la causa tibetana sono novanta – ventotto nel solo mese di novembre. Ma non tutti i leader spirituali tibetani sono a favore di questo metodo di protesta: in un’intervista esclusiva con Hindustan Times, Sua Santità il XVII Karmapa Trinley Thaye Dorje (principale esponente del lignaggio Karma Kagyu del buddhismo tibetano), ha affermato che il numero sempre crescente di autoimmolazioni è per lui causa di grande preoccupazione.

“Decisamente non si tratta di un modo di praticare il buddhismo, e io auspico con forza che queste autoimmolazioni finiscano al più presto. La pratica del dharma buddhista è la nostra eredità più importante, in quanto tibetani, e ci impone di proteggere l’esistenza umana, mettendoci in grado di raggiungere la liberazione.”

Il Karmapa ha poi proseguito sottolineando che il Buddha stesso diceva che dobbiamo mantenere questo corpo e avere una coscienza pulita. L’autoimmolazione non solo danneggia la persona che la compie, ma crea anche confusione nelle menti degli altri. “L’esistenza umana è come un tempio. È necessario cercare metodi non violenti... Dobbiamo calmare le nostre menti, perché  quando sono presenti emozioni negative, la mente diventa agitata, portandoci a delle azioni violente.”

Il Karmapa ha ammesso di avere ben poca conoscenza o interesse per la politica, che si tratti dell’India o della Cina, e ritiene che un’autentica devozione per le pratiche buddhiste, con la compassione e la saggezza che le contraddistinguono, potrà rivelare a chiunque il modo migliore per uscire dai propri dilemmi.

In risposta alla domanda se si senta dispiaciuto a proposito del fatto che il Dalai Lama non riconosca lui come reincarnazione del Karmapa, preferendo sostenere Ugyen Trinley Dorje che vive a Dharamsala, Thaye Dorje afferma di provare un immenso rispetto per l’erudizione buddhista del Dalai Lama.

Quando gli chiediamo se esista un conflitto di interessi fra lui e l’altro Karmapa, conferma che ci sono delle controversie, ma dice che al momento attuale la sua maggiore preoccupazione riguarda le autoimmolazioni.

Ecco l’intervista:

Finora ci sono stati novanta casi di autoimmolazione da parte di tibetani, come forma di protesta per ottenere la liberazione del Tibet dal controllo della Cina. Solamente in novembre ci sono stati ventotto morti. Qual è il tuo punto di vista al riguardo?

Dato che anch’io sono un tibetano nato in Tibet, questo aumento delle autoimmolazioni è per me causa di notevole preoccupazione. Noi tibetani siamo rinomati per la nostra spiritualità, per la nostra pratica di compassione e saggezza, la nostra pratica del dharma buddhista; è la nostra eredità più importante. Sono scioccato che i tibetani intraprendano tali azioni. Sono fermamente convinto che tutto questo debba finire, decisamente non si tratta di un modo di praticare il buddhismo.

Per quale ragione pensi che sempre più persone stiano ricorrendo a questo metodo di protesta?

Direi che intraprendiamo delle misure così drastiche quando la nostra mente è surriscaldata dalle emozioni; perdiamo la connessione con la nostra eredità spirituale. Dobbiamo calmare la mente per poter affrontare queste situazioni.

Che forma di protesta ritieni sia consigliabile?

Di nuovo, devo parlare da un punto di vista prettamente spirituale: dobbiamo contare sulle nostre pratiche spirituali. Quando ci manca chiarezza e siamo confusi, dobbiamo cercare di applicare la nostra spiritualità per poter trovare dei metodi autenticamente efficaci.

Com’è possibile attrarre l’attenzione dell’opinione pubblica sulla causa tibetana in tal modo?

Quando la mente è chiara, quando gli strumenti che usiamo sono trasparenti, possiamo realizzare ciò che vogliamo. Dobbiamo tornare a fare affidamento sul nostro stile di vita tibetano, al fine di ottenere chiarezza e felicità. Se siamo in grado di farlo, riusciamo a realizzare qualunque cosa vogliamo.

Ti disturba che il Dalai Lama non ti riconosca come un’autentica reincarnazione?

In quanto tibetano nato in Tibet, provo il più profondo rispetto per il Dalai Lama. E’ un erudito studioso di filosofia buddhista, e un erudito studioso in generale.

Perché sottolinei in modo così veemente quanto sbagliate siano le autoimmolazioni?

Vivendo il dharma buddhista, impariamo a preservare l’esistenza umana, grazie alla quale siamo in grado di realizzare cose meravigliose, di realizzare la liberazione. Il Buddha stesso ha detto che dobbiamo nutrire questo corpo e mantenere una coscienza limpida, e le autoimmolazioni non solo danneggiano le persone che le compiono ma creano anche confusione nelle menti degli altri. Dobbiamo necessariamente ricordarci da dove veniamo. Dobbiamo rammentare la nostra filosofia. La non-violenza non può evolversi a partire da metodi talmente drastici. La vita umana è come un tempio: fino a quando  rimaniamo in essa, dobbiamo sviluppare questa esistenza fisica.

Il primo ministro tibetano in esilio, pur non avallando le autoimmolazioni, ha dichiarato che è il sacro dovere di ogni tibetano sostenerle per la causa. Qual’ è la tua sensazione a riguardo di questa sua affermazione?

Sono sicuro che ha tutte le migliori intenzioni, ma la mia vita è interamente dedicata alla spiritualità. I tibetani sono rinomati per la loro spiritualità e la loro compassione, per quanto esse possano essere mondane o limitate. Grazie alla nostra pratica buddhista, siamo arrivati a questo livello  di comprensione e di pace. Al momento, la consapevolezza generale per quel che riguarda le auto-immolazioni è fortissima. La mia voce potrebbe essere l’unica ad alzarsi contro di esse. In quanto tibetano, è mio dovere offrire le mie considerazioni e la mia prospettiva in proposito.

Hai vissuto in India per molto tempo, com’è stata la tua esperienza?

Qui ho goduto di una meravigliosa ospitalità. Ho la libertà di praticare la mia spiritualità, il che per me è la libertà più grande.

Pensi che le nuove disposizioni di legge [N.d.T. cfr: dispensa]  in Cina potranno migliorare le condizioni del Tibet oppure no?

Ho ben poche conoscenze o interesse per la politica. Io sono un praticante spirituale.

La gente ti considera una divinità vivente, come ti comporti al riguardo?

La vita stessa è impermanente, possiamo sperimentare modi diversi di vivere. Io cerco di seguire la mia pratica meglio che posso, ma sì, è molto impegnativo. Quando la mente si surriscalda, è meglio applicare le pratiche spirituali.

C’è stato un conflitto di interessi tra te e l’altro Karmapa?

C’è stata qualche controversia, ma al momento la mia preoccupazione principale sono le autoimmolazioni. Non riesco a concepire una vita priva di spiritualità.

Avevi appena un anno e mezzo di età quando hai dichiarato di essere il Karmapa. Hai qualche ricordo di quei tempi?

Ho dei ricordi, sì. Fanno parte della nostra spiritualità. Abbiamo memorie di rinascite, di reincarnazioni; attraverso la meditazione possiamo ricordare vite passate. Sfortunatamente, a volte siamo troppo indaffarati per meditare e ricordare le vite precedenti.

Tu stesso hai mai avuto dei dubbi riguardo alla tua missione?

Sì, ci sono dubbi, ansietà, paure, fa tutto parte di questo mondo. Non possiamo lasciarci vincere dai dubbi, se lo facessimo potremmo intraprendere delle azioni drastiche. È importante mantenere il più possibile l’attenzione sugli aspetti positivi, per poter essere equilibrati.

Secondo te il buddhismo è una religione o una filosofia?

Sono molti e diversi i punti di vista al riguardo. Il buddhismo ha un aspetto rituale, ma è anche uno stile di vita. Dobbiamo raggiungere una comprensione del significato della vita e di quali benefici possiamo produrre; dobbiamo semplificare le cose, stare attenti a ciò che è  importante; conoscere le nostre priorità, aiutare gli altri e mantenere la nostra mente e il nostro corpo alla larga da attività ed emozioni disturbanti.

Hai parlato dei tre veleni, avidità, ignoranza, e rabbia. Come si fa a sconfiggerli?

Con la spiritualità e la meditazione, che ci permettono di vedere le cose in modo  più chiaro. Come l’acqua immobile, senza increspature o bollicine. Dobbiamo essere calmi per analizzare le cose ed è importante comprendere l’etica. Quando entrano in gioco questioni come le autoimmolazioni, dobbiamo applicare tutto questo. 

Credere nella reincarnazione riduce la paura della morte?

E’ una soluzione temporanea - dobbiamo raggiungere uno stato di coscienza nel quale non abbiamo più alcuna paura. Non dovremmo averne, indipendentemente dal fatto che ci sia una rinascita o meno. Se credere nella reincarnazione aiuta a ridurre la paura, va bene. Tuttavia, dobbiamo credere che raggiungeremo quella condizione nella quale non ci sono paure.

Qual’è il tuo messaggio oggi per cinesi, indiani, e tibetani?

Dobbiamo avere pensieri amorevoli e compiere azioni positive, dobbiamo proseguire sul sentiero della virtù.

Pensi che il Tibet sarà mai libero?

Tutto dipende da come applichiamo la nostra eredità spirituale. Dobbiamo adottare metodi gentili, non metodi drastici.

Cosa fai nel tempo libero?

Non ho molto tempo libero, ma comunque cerco di tenermi aggiornato  tra intrattenimento e notizie,  in modo da poter entrare meglio in sintonia con gli altri praticanti.
 
Tradotto da R.B.
 

 

 

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