20 febbraio 2011

“In tibetano la parola comune per “meditazione” è sgom, che letteralmente significa “fare l’abitudine”, nel senso di acquisire una dimestichezza volontaria e costante, familiare, con quella natura della mente considerata, in ambito buddhista, come non separata dall’esperienza stessa del mondo.
Ne I Centomila Canti dice Milarepa: «Osservando la mente ho visto tutto»: quando lo yogin siede in meditazione, sta guardando l’umanità intera sottoforma di se stesso.”

Carla Gianotti – Il canto del limite, in Milarepa – Il grande sigillo. La conoscenza originaria di Mahamudra

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