14 gennaio 2016

Gestire la morte? Un comportamento sempre più comune.

 
«Bowie sarà stato un artista profondamente unico nel suo genere, ma la sua segretezza a proposito della malattia allo stato terminale sta diventando via via un comportamento sempre più comune. La morte, soprattutto per chi appartiene alla sua generazione, si sta trasformando in qualcosa da controllare - un evento da organizzare e gestire. L'effetto [di tale comportamento, N.d.T] può spezzare il cuore di amici e fan ai quali non è data la possibilità di dire addio, ma è anche un modo, per il morente, di evitare ciò che dal suo punto di vista potrebbero essere le indegnità della malattia e l'esaurimento dovuto alle attenzioni.
 
Man mano che la generazione di persone nate durante il boom economico continuerà a invecchiare e a imbattersi nelle infermità e nelle malattie terminali, continuerà a esigere un controllo maggiore, rifiutandosi di seguire medici che consigliano terapie dolorose e misure che hanno come scopo quello di allungare la vita. Agli occhi di questo gruppo demografico, una buona morte non è quella che arriva a chi è più vecchio, ma è quella che incontrano coloro che hanno vissuto bene fino all'ultimo istante.»
 
 
Tradotto da M.S.

 

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