7 settembre 2016

La Via di Diamante: comportarsi come un buddha


«Una promessa finale mantiene questo livello, e tutta la cornice di cui abbiamo parlato finora, irremovibili: decidiamo di non lasciare mai più le terre pure. In ambito buddhista non significa "pensa positivo", e nemmeno rimanere attaccati in modo febbrile a qualcosa di bello e rifiutarsi di vedere la sofferenza; si tratta invece di qualcosa che è libero dal concetto di tempo, la forza radiosa dello specchio a discapito delle immagini condizionate e mutevoli che contiene. E' il piano sul quale sappiamo fino a dentro alle ossa che la massima verità e la massima gioia corrispondono. Sperimentiamo la mente come giocosa e al di là delle paure, radiosa, ricca e forte per sua natura. Agiamo spontaneamente, con lungimiranza e compassione. Tutte le paure decadono dal momento in cui il principio consapevole si percepisce in modo sempre più convincente come qualcosa di non solido e come luce radiosa. Sapere sempre più che ciò che davvero siamo non può essere distrutto dona una certezza insurclassabile; ci sentiamo a nostro agio in tutto e per tutto indipendentemente da ciò che accade.
La visione intuitiva che dà un forte colpo di ramazza a questo punto è che non siamo né il corpo che invecchia, si ammala e infine muore, né i pensieri che cambiano in continuazione. Ciò che vede dagli occhi e ascolta con le orecchie è spazio cosciente e illimitato. E' al di là del vai e vieni, al di là di nascita e morte.»

 
Lama Ole Nydahl
Tratto da The Way Things Are
Tradotto da M.S.

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