5 novembre 2016

La forza attiva di tutti i buddha

 
Oggi è l'anniversario del parinirvana del XVI Karmapa Rangjung Rigpe Dorje. Vi proponiamo un passaggio dal libro Oltre tutte le frontiere di Lama Ole Nydahl che racconta il momento della sua morte e sottolinea il significato atemporale della sua eredità.
 
«Mentre la morte si avvicinava, il Karmapa aveva preso su di sé cinque o sei malattie mortali. Utilizzando il suo potere di realizzato, aveva trasformato molta della loro nocività, perlomeno per le persone all'interno del suo campo di forza. Nei pressi di Chicago, vicino ai più grandi macelli del mondo, aveva dato una dimostrazione atemporale dell'amore indiscriminato. Aveva anche permesso ai medici di sperimentare delle medicine su di sé.
Alcune delle loro scoperte erano state sorprendenti: nemmeno dosi massicce di sedativi avevano effetto su di lui. Mentre accadeva tutto questo, il suo interesse era sempre rivolto agli altri. Si prendeva cura del loro benessere, e non parlava mai di sé.
La sera del 5 novembre del 1981, nel giorno di Liberatrice, i medici erano entrati come da routine nella sua stanza. Vedendo che i macchinari si erano visibilmente spenti da soli, avevano pensato tutti la stessa cosa: "Ecco che si prende gioco di noi". In quel preciso istante le macchine avevano ripreso a funzionare, avevano lavorato per cinque minuti e poi si erano fermate del tutto. La mattina seguente era arrivato il personale dell'ospedale per rimuovere il suo corpo dal letto, ma i detentori del lignaggio avevano chiesto se fossero presenti tutti i segni della morte. Non lo erano. Il corpo del Karmapa era ancora caldo e morbido. Il centro di energia del suo cuore era talmente caldo, che lo si poteva sentire persino a una certa distanza. Così era rimasto in quel letto: in meditazione per quattro giorni. [...]
In realtà eravamo tutti frastornati dalla morte del Karmapa. Per alcuni mesi il lavoro continuò soprattutto per riflesso. Solo un poco alla volta, attraverso la sensazione di intorpidimento per la perdita, si fece strada la gioia per la responsabilità persino maggiore: adesso dovevamo portare a compimento ogni auspicio espresso dal Karmapa, continuando ad avere fiducia nella benedizione e nella nostra saggezza interiore. [...]
Adesso il compito in Occidente era trasmettere fiducia. I nostri amici avrebbero dovuto comprendere che potevano contare sul Karmapa esattamente come prima. I suoi livelli di verità, gioia e protezione potevano essere accessibili con la stessa efficacia, e la pratica avrebbe portato i risultati di sempre.»


L.F., C.R.

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